Comparsa per passione “per colpa” di una delle
sue due figlie, Ludovica. Dopo aver partecipato
ad un casting – con tutta la famiglia – a
Giovanni Paoloni di Orsaria di Premariacco – ma
tutti lo conoscono come “Jenco” – si è aperto un
mondo. Da cui non è più uscito. «Era il 2021 e
dopo che mia figlia ce ne aveva parlato con
grande entusiasmo siamo andati tutti a fare
quest’esperienza». Il progetto per reclutare
comparse aveva come scenario Faedis. «Una volta
partecipato al casting, ce ne siamo quasi
dimenticati…». E dopo qualche tempo a Jenco
viene comunicato di essere stato scelto per far
parte del cast del film “Io vivo altrove” del
regista friulano Giuseppe Battiston (che lo ha
anche interpretato), girato in diverse località
della regione. «Di tutto il gruppo – sorride –
hanno preso solo me, il vecchio della
famiglia…».
Così, “la comparsa per
caso” – con alle spalle un passato di una decina
d’anni nel teatro amatoriale di paese – inizia
la sua “carriera”. «Abbiamo girato a Valle di
Soffumbergo e nel Cividalese e quest’avventura
mi è piaciuta talmente tanto che ho voluto
continuare». Jenco ricorda con grande emozione
la “prima” al Cinema Visionario di Udine.
«Insieme a Battiston c’eravamo tutti: attori,
comparse, l’immenso e inimmaginabile mondo che
c’è dietro ad un film…». Al tempo “l’attore per
caso” era ancora in attività, con la sua ditta
di pitture edili. «Con dispiacere non sono
riuscito a partecipare a tutti i film in cui mi
avevano chiamato, ma adesso che ho più tempo
riesco a dedicarmi liberamente a questa
passione…», spiega.
Dopo “Io vivo altrove”,
dove è stato ripreso durante la celebrazione di
una Messa, Jenco è stato scritturato per “M-Il
figlio del secolo”, miniserie televisiva
italo-francese, diretta da Joe Wright, tratta
dall’omonimo romanzo di Antonio Scurati. «Il
casting si è svolto a Trieste, ma poi abbiamo
girato all’Amideria di Ruda e io ho impersonato
uno degli operai socialisti che stavano
occupando la fabbrica, sporchi, disordinati e
con barbe incolte. Mi sarebbe piaciuto essere
una delle “camicie nere”. Erano belli, alti,
sbarbati, ma l’aiuto regista mi ha detto che non
avevo affatto la faccia da fascista…», sorride.
Nella sua “carriera”
Paoloni può vantare anche una partecipazione
alla serie Rai con Elena Sofia Ricci, in
particolare “Figlia della cenere”, terza
stagione di “I Casi di Teresa Battaglia” tratta
dai romanzi di Ilaria Tuti e girata a Udine, di
fronte al Palazzo della Provincia, nei
cosiddetti Giardini del Vescovo. «Da comparsa
hai la possibilità di entrare a contatto con gli
attori protagonisti. Anche loro, come noi, prima
di entrare in scena vengono davvero
“trasformati” sotto le sapienti mani di
truccatori e parrucchieri», spiega.

Giovanni Paoloni “trasformato” in un nobile del
1800
Altro set calcato dall’artista di Orsaria è
quello di “Esprimi un desiderio”, commedia del
2025 con Max Angioni e Diego Abatantuono. «In
questo caso le scene sono state girate dentro ad
un grande magazzino di Remanzacco». Poi è stata
la volta di “Se fossi te”, la serie Rai Fiction
con Marco Bocci e Laura Chiatti, con location –
tra le altre – anche a Udine (pure all’Istituto
Bearzi) e Cividale.
Nella sua “carriera”
Jenco vanta anche la partecipazione ad un video
musicale girato nel borgo rurale Stremiz, in
comune di Faedis, e comparse in varie
rievocazioni storiche (dal Medioevo al
Novecento) nell’ambito del Digital History
Festival proposto a Gorizia in occasione di “GO!
2025” e proseguito nel 2026. «Ho impersonato un
popolano del Medioevo, un esodato istriano e poi
finalmente ho vestito i panni di un nobile del
1800 – sorride –; di solito, probabilmente per
il mio aspetto, non vengo scelto per impersonare
personaggi di un certo rango, ma in questo caso
è stata una bella soddisfazione…». Uno degli
ultimi impegni in ordine di tempo a febbraio, in
“Memoriæ”, serie diretta da Cosimo Alemà e
Isabella Aguilar, girata anche a Venzone,
prodotta da Rai Fiction e Filmclub
Distribuzione.
Ora la comparsa di
Orsaria è in attesa di una nuova chiamata. E
ogni volta, svela, l’emozione è davvero tanta.
Dopo essere stati
ingaggiati – «di solito è per il tuo aspetto
fisico e per quello che riesci a trasmettere» –,
racconta, il primo passo è il passaggio dai
costumisti. «Ti prendono le misure e ti
descrivono quello che indosserai». Una volta sul
set si segue tutto ciò che il regista o l’aiuto
regista illustrano. «Una volta a conoscenza
della tua parte, il gioco è fatto». Più o meno.
Perché dietro ad una scena che al cinema può
durare al massimo qualche minuto, ci sono ore,
se non giorni – «e notti» – di lavoro. «Si prova
e riprova finché il risultato non è quello
atteso. Non sempre dipende da noi. C’è
l’interpretazione degli attori che richiede
tempo, la valutazione della luce, le riprese
dall’una e dall’altra parte…». Insomma, tutto
quel dietro le quinte «in fermento» per Jenco è
«super affascinante». Le doti di una comparsa?
«Tanta pazienza». E a sentirlo raccontare, anche
l’entusiasmo. «Beh, certo, ti deve piacere
quello che stai facendo. Io adoro impersonare
sempre personaggi diversi».

Jenco
(il primo da destra) in panni medievali
A Jenco l’ironia non manca ed è forse
l’esplosiva positività che in maniera del tutto
naturale riesce a “comunicare” a fare la
differenza nella scelta, film dopo film, dei
ruoli affidati alle comparse. «Guardando anche
ai “colleghi”, credo che un po’ di
predisposizione ad essere persone aperte a nuove
esperienze, a impersonare personaggi lontani dal
tuo carattere e dalla tua storia, ci voglia». E
aggiunge: «Ciò che mi gratifica parecchio in
quest’esperienza è che tante case
cinematografiche scelgano il nostro Friuli come
scenario dei loro progetti – dice –; e mi rende
orgoglioso anche il fatto che i registi non si
dimentichino mai di ringraziarci per la nostra
serietà: da friulani siamo ligi al dovere, non
arriviamo mai in ritardo sul set e in maniera
puntigliosa seguiamo ogni richiesta che ci viene
fatta. Il nostro operato all’interno di un’opera
cinematografica può sembrare marginale, ma alla
fine non lo è affato. Per questo – conclude con
la sua inconfondibile ironia –, da quando sono
diventato una comparsa, guardo con occhi nuovi
tutti i film e quasi quasi mi concentro più sul
contorno che sui protagonisti della storia…».
(Monika Pascolo - La Vita
Cattolica del 17 Giugno 2026)
Mi
sembrava giusto dare spazio ad un articolo di Monika Pascolo pubblicato su "La Vita Cattolica"
del 17 Giugno sorso, riguardante l'amico
Giovanni Paoloni "Jenco", da sempre il nostro
più attivo collaboratore.