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Bagnaria Arsa, 28 Settembre 2008

Festa della zucca 2008
(Testi e foto di Devis Macor)

     Di "feste della zucca", si svolgono in diverse località del Friuli, a cominciare dalla più famosa, quella di Venzone che si tiene solitamente a fine ottobre e che ormai, per dimensioni e caratteristiche, ha assunto aspetti a dir poco “commerciali”. Ma ce ne sono di meno note, più piccole e dal sapore di “sagra paesana” come quella di Chiopris-Viscone, sempre a fine ottobre e quella di Bagnaria Arsa di cui si parla in questo articolo.

 

La sagra, che ho avuto il piacere di visitare, era molto bella e suggestiva. C’erano zucche di ogni forma, dimensione, colore e tipo. Dalle più pesanti e grandi, a quelle più lunghe e di forma originale. Non solo: si potevano ammirare all’opera i “maestri intagliatori” che sfruttando una grossa zucca hanno fatto un vero capolavoro di scultura. E ancora, si poteva assistere a diversi stand “artistici” dove le zucche venivano disposte in particolari scenari, a dir poco originali e insoliti, come la creazione di una squadra di calcio… formata esclusivamente da zucche.

Il Mulino Pevere

     Ponziano Pevere nacque a Coloredo di Monte Albano il 19 Novembre del 1909 da una famiglia di mugnai, il papa era infatti già mugnaio a Mels di Coloredo e, proprio alla famiglia Pevere è stata intitolata la via "Mulin Pevar" nel Comune di Buia.
     Nel 1935 si trasferì ad Ontagnano dove, nel 1938, acquistò il mulino assieme ad una signora, e nel 1948 lo passò completamente di sua proprietà. Oltre al mulino possedeva anche vari attrezzi per la trebbiatura con i quali serviva la zona di Ontagnano ed i paesi limitrofi.
     Ponziano lavorò nel mulino fino all'anno 1983, smise di lavorare a causa di una malattia; morì nel 1984. La figlia Lea ricorda oggi papa Ponziano con molto piacere e serenità. Ricorda che teneva sempre in testa quel suo cappello portato "in bande", ricorda che portava i pantaloni sempre allentati, ricorda che a 60 anni suonati papa Ponziano portava ancora sulla schiena sacchi di farina da 100 chili!

     Ricorda anche un simpatico aneddoto in particolare: da piccola veniva sempre accusata dagli altri bambini che dicevano che il papa mugnaio rubava la farina. In questo mulino vecchio di 120 anni è stato restaurato anche il dispositivo per “rubare” la farina; una fune che il mugnaio tirava durante la macina per far cadere la farina non nel sacco del proprietario del grano, ma nel suo sacco. Oggi questa cosa può far sorridere ma a quei tempi era fonte di non poche questioni.
     Nel 1986 il mulino è stato venduto dalla famiglia ed è rimasto in disuso fino al momento in cui, nel 2001, Delio Foschiatti lo ha visto e se n'è letteralmente innamorato. Con l'affiatata collaborazione di Gilberto Mandolini ed il sostegno di altri collaboratori, il mulino è stato smantellato dall'edificio in cui si trovava, adattato in una struttura metallica trasportabile su ruote, completamente revisionato, ristrutturato e reso perfettamente funzionante. Il lavoro di restauro è durato circa 6 mesi. Ad oggi il mulino può macinare solamente mais ma dal prossimo anno verrà modificato anche per la macina del grano.
     Con questa opera Gilberto, Delio, gli "Amici della Trebbiatura" e gli rivivere una tradizione, con l'intento di mostrare ai giovani situazioni nuove ed uniche e di far ricordare ai meno giovani scene a lungo vissute nel passato.

 

     Ma oltre ad ammirare tutte queste cose, si potevano assaggiare molte specialità a base di zucca. Si andava dai classici gnocchi di zucca con ricotta affumicata, al pan di zucca, a un’infinità di dolci, fino al gelato di zucca, che devo dire è molto buono anche se dal gusto insolito per un gelato. Ovviamente accanto ai piatti a base di zucca c’erano poi i soliti piatti che si possono degustare in una qualsiasi sagra. Insomma, il clima era di festa e l’affluenza di gente è stata notevole. Non pochi tornavano a casa con borse colme di zucche di varia forma e tipo, acquistate presso i vari chioschi. Nel frattempo il gruppo musicale “Bandaros” rallegrava gli animi con le loro canzoni e la loro allegria.


...le concorrenti...


...e la campionessa...

Al termine della giornata ci sono poi state le premiazioni: delle zucche più lunghe, delle composizioni migliori, per i maestri intagliatori e infine per le zucche che hanno fatto più scalpore, quelle più grandi. Quest’anno il primo premio è andato a Guerra Luigino di Buia con la sua zucca di ben 364 kg di peso e che ha vinto un prosciutto. Il secondo premio consistente in una bresaola, è andato all’Azienda Universitaria Servadei, con una zucca di 321 kg, premio che ho ritirato personalmente su incarico di Moreno Greatti, partecipante al concorso e impossibilitato a venire. Il terzo premio infine, consistente in una coppa di maiale, è andato a Paolo Ermacora e alla sua zucca di 315 kg. Il primo classificato, rimasto sorpreso lui stesso della vittoria, ha ringraziato i tecnici dell’azienda agraria, in primis Moreno Greatti per l’assistenza tecnica alla coltivazione della zucca.


...le premiazioni...

Dopo le premiazioni e la cena, è seguita la tombola e intrattenimento musicale, per poi concludersi con un fuggi fuggi generale visto che il tiepido del giorno è stato ben presto sostituito da un freddo pungente della sera. Personalmente apprezzo molto lo spirito che anima queste sagre paesane, che valorizzano le tipicità locali e riescono a creare occasioni di incontro tra le persone e momenti spensierati come questo.


...il vincitore del primo premio...