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Begliano (San Canzian d'Isonzo - GO), 15 Luglio 2007

Begliano e' una frazione del Comune di San Canzian d'Isonzo, ed è la porzione più orientale del territorio comunale, compresa tra l'abitato di Pieris e l'area dell Aereoporto di Ronchi dei Legionari. Zona prevalentemente Agricola e Residenziale, si sviluppa lungo l'asse della Strada Statale 14.



 CAMPANE

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena - Di probabile origine cinquecentesca , l'attuale edificio deve il suo aspetto ai rifacimenti avvenuti tra il 1744 e il 1767, data della consacrazione. Il campanile, staccato dalla chiesa, è completato nel 1771 e nel corso  dell'Ottocento ha subito qualche rimaneggiamento. La facciata è tripartita da paraste con capitello ionico su basamento più alto per le due lesene centrali, che sostengono il timpano triangolare. A due terzi dalla base si colloca il rosone vetrato, mentre le due nicchie laterali sottostanti ospitano le statue in stucco di Sant'Agata e di Sant'Apollonia. L'interno, dalla pianta a croce latina, si caratterizza per la cupola e il trattamento unitario dello spazio, secondo moduli vicini a quelli del Palladio nelle chiese veneziane di San Giorgio Maggiore e del Redentore. Arricchito da stucchi, il presbiterio presenta affreschi ottocenteschi, mentre è da ricordare il dipinto con il Transito di San Giuseppe, opera del 1814 di Matteo Furlanetto. (Tratto da www.isonzo.com/)


         
 CANTI


          
 CANTI

La liturgia eucaristica era accompagnata dal coro parrocchiale,
che alla fine della Messa ha gentilmente posato per una foto ricordo.
(foto a risoluzione di stampa)

Begliano - La chiesa di Santa Marie Maddalena riportata al suo “antico splendore”
“Voce isontina” del 14 Aprile 2007

      Dopo cinque mesi di esilio forzato, finalmente, alla vigilia della domenica delle Palme, i fedeli beglianesi sono rientrati solennemente nella loro chiesa dedicata a santa Maria Maddalena. Nei giorni precedenti la riapertura ufficiale della parrocchiale molti seguivano con attenzione e trepidazione le previsioni meteorologiche, fino all'ultimo momento per niente rassicuranti. Ma l'ottimismo di don Giorgio alla fine è stato premiato: una mezz'eretta prima dell'arrivo del Vescovo infatti il ciclo si è rischiarato ed il sole ha fatto capolino tra le nuvole rasserenando e rallegrando gli animi dei numerosi fedeli in attesa sul sagrato della chiesa.

     Cinque mesi molto laboriosi - Sono stati cinque mesi molto laboriosi soprattutto per il parroco, don Giorgio, impegnato in prima persona a pianificare e a seguire giornalmente con passione e meticolosità tutti i lavori. Dall'esterno si poteva assistere ad un gran fermento: furgoni che caricavano i banchi per portarli al restauro, camion che trasportavano materiali e attrezzature varie, l'ingresso in chiesa di un enorme carrello elevatore, lo scarico di una quantità enorme di elementi per l'impalcatura, l'andirivieni di operai... Molti erano i curiosi, desiderosi di dare una sbirciatina all'interno per rendersi conto dell'entità e dell'andamento dei lavori. Ma fin dall'inizio il parroco si è rivelato un buon custode della segretezza ed è stato sempre molto parco nel diffondere notizie dettagliate; desideroso piuttosto in cuor suo di sorprendere tutti al momento della conclusione. Con il procedere dei lavori e con l'avvicinarsi della data della riapertura anche don Giorgio però riusciva a fatica a contenere il suo entusiasmo e a stento si tratteneva dal palesare a uno o all'altro i risultati, di cui si sentiva particolarmente soddisfatto e orgoglioso. E anche tra i parrocchiani aumentava il desiderio di poter vedere la chiesa restaurata. Qualche giorno prima della riapertura il coro è potuto rientrare per provare i canti, ma anche i coristi non hanno potuto gustare appieno i risultati dei lavori, perché le luci, illuminavano con parsimonia solo la cantoria... Ma ora finalmente era arrivato il giorno atteso da tutta la comunità. Sul sagrato, accanto ai fedeli di Begliano c'erano il Sindaco di San Canzian d'Isonzo, il consigliere regionale Brussa e altre autorità, alcuni parroci dei paesi viciniori, molti fedeli di Grado, san Lorenzo...
Dopo un brevissimo saluto di don Giorgio, all'invito solenne del Procedamus in pace, due membri del Consiglio pastorale, entrambi nipoti di due ex sacrestani del tempo che fu - Valentino Capello e Gigi Fazio - hanno aperto la porta e, al seguito del Vescovo benedicente, tutti sono potu¬ti finalmente entrare nella chiesa parrocchiale di s. Maria Maddalena restaurata, riportata al suo "antico splendore" e riaperta al culto. Mentre il coro intonava "Chiesa di Dio, popolo in fe¬sta" gli occhi dei presenti cercavano di abbracciare il tutto e le singole parti, si posavano su qualche particolare, andavano alla ricerca delle novità... Per molti, dai commenti raccolti dopo, è stato come riaprire un vecchio album di fotografie, un risvegliare ricordi che sembravano essersi smarriti, sbiaditi dal tempo. I colori rinnovati sembravano far risaltare la bella architettura della chiesa, aiutavano a riscoprire dettagli e particolari che prima passavano inosservati.

     Rinnovare il tempio vivo della comunità - Constatiamo purtroppo sempre più spesso, ai nostri giorni, che non basta una casa ben arredata, ricca di tutte le comodità, per tenere unita una famiglia: serve un lavoro quotidiano di conoscenza, di comprensione, di rinuncia, e soprattutto ci vuole tanto ma tanto amore.
     La casa di pietra è un tassello, poi si devono aggiungere con pazienza e amore tutti gli altri mattoni perché la casa diventi il punto d'incontro di una famiglia. A questo ha richiamato con insistenza il Vescovo nella sua omelia, sottolineando l'importanza di far seguire all'egregio lavoro di restauro della chiesa di pietra, il rinnovamento del tempio vivo della comunità, il rinnovamento e la conversione delle singole persone.
     E' senz'altro doveroso conservare il patrimonio artistico che i nostri padri ci hanno lasciato e tramandarlo coscienziosamente ai nostri figli, ma è ancor più importante trasmettere loro la nostra fede, la nostra speranza, non a parole, ma con il nostro modo di vivere, il nostro modo di rapportarci tra di noi e di affrontare i fatti che ogni giorno ci interpellano alla luce del Vangelo, con il nostro atteggiamento teso ad approfondire quello che i nostri padri con semplicità e con la loro vita ci hanno trasmesso, con il nostro desiderio di crescere, di maturare, di confrontarci con umiltà e responsabilità con la Parola di Dio, fondamento del nostro credere. Dopo la cerimonia religiosa i numerosissimi fedeli presenti - veramente la folla delle grandi occasioni - si sono ritrovati nella attigua sala parrocchiale attorno a dei tavoli riccamente imbanditi per un momento di convivialità, per uno scambio di impressioni e di sensazioni.
     A don Giorgio, da parte del Vescovo e di tutti i presenti, è andato il ringraziamento per il lavoro svolto e l'augurio per un buon cammino assieme alla comunità beglianese. R&D