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Sveta Gora - Monte Santo (Slovenia)
5 maggio 2003

Sveta Gora - Basilica dell'Assunzione della Vergine. Il più eminente tra i "monti santi" della Slovenia è proprio questo che si trova sulla Skalnica (m 681) sopra Solkan e da dove si gode la vista del Mar Adriatico, della pianura friulana e delle Alpi Giulie con il M. Triglav.

Informazioni: Frančiškanski samostan (Convento dei francescani)
Skalniška 17 - SI-5250 Solkan
Tel.: 00 386 5 3304 020   Fax: 00 386 5 3304 038
E-mail: pater.bernard@siol.net
Monte Santo, visto dal "belvedere" dell'Abbazia di Rosazzo, e dallo spiazzo Sud del Santuario.


CAMPANE

SVETA GORA
Il nome originario di questo luogo è Skalnica. Si chiama Monte Santo dall'apparizione della Madonna alla pastorella Uršula Ferligoj di Grgar (Gargaro) avvenuta nell' anno 1539. Qui si trovava una chiesa già nel XIV secolo, fu distrutta dai Turchi e riedificata nel 1544 in seguito alle sollecitazioni della Madonna. Durante la guerra. 1915-1918 la chiesa fu rasa al suolo. La chiesa presente fu costruita nel 1928 secondo i piani dell'architetto S. Barich. L'iscrizione latina sul frontespizio dice: "Io invece sto sul monte come prima" Questa iscrizione fu messa sulla facciata già nell'anno 1793 in cui la chiesa fu rinnovata dopo la devastazione, avvenuta sotto il governo dell'imperatore Giuseppe II. L’immagine della Madonna sull'altare maggiore è opera del pittore Palma il Vecchio del XVI secolo e fu donata alla chiesa dal patriarca d'Aquileia Grimani nel 1544. La statua della Madonna nella sacristia fu eretta subito dopo l'apparizione ad Ursula. La lapide al muro dietro l'altare fu scoperta durante gli scavi fatti per la nuova chiesa nel 1541. Proviene dalla chiesa demolita dai Turchi

IL MUSEO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
La mostra museale sul fronte isontino allestita su Sveta Gora (sul Monte Santo) presenta le vicende della Prima Guerra Mondiale del lembo occidentale del territorio sloveno, nell'area di Goriška, che fu l'unica delle regioni slovene a subire gli orrori bellici della prima guerra mondiale, attirando così su di sé l'attenzione del mondo. L’esposizione è dedicata ai civili ed ai militari di diverse nazionalità, morti su quest'area e rimasti qui per sempre. Vi sono esposti oggetti originali, documenti, fotografie ed opere d'arte figurativa - queste "narrano" dei combattimenti sul fiume Soča (sull'Isontino) e sono una testimonianza degli eco che questi ebbero sull'arte. La mostra permanente fu inaugurata nell'anno 1989. Goriški Muzej (II Museo di Nova Corica) ha allestito nell'anno 1996, nell'ambito del santuario destinato ai pellegrini, precisamente nei locali monastici, una collezione museale di carattere sacro che fu denominata Museo Mariano. La collezione narra la venerazione della Madonna in genere e la storia del santuario. Le devastazioni e le rovine, della prima guerra mondiale modificarono in modo inverosimile l'aspetto di questa meta di pellegrinaggi, nonché del suo percorso. La raccolta viene gestita dal convento francescano del luogo.

NOVA GORICA (92 s.l.m., 27.534 abitanti, con la periferia).
Nova Gorica è oggi il capoluogo del Posočje nella Repubblica di Slovenia e la sua ubicazione è spiccatamente transistoria. La città è delimitata a nord dalla parte inferiore della gola di Solkan e dalla catena montuosa laddove confinano il Posočje centrale e quello inferiore, nel mentre a sud si apre sulla valle inferiore del Vipava. Il clima è submediterraneo, caratterizzato da molto sole, inverni umidi e miti, estati secche e calde, primavere ed autunni caldi con precipitazioni.
In determinate zone sui versanti soleggiati del colle Sabotin (609 m), della Skalnica ovv. Sveta Gora (681 m) e Škabrijel (646 m) si godono momenti singolari, diffatti tempo permettendo è possibile spaziare contemporaneamente il mare, i monti e le nubi variopinte che viaggiano in direzioni differenti, si ascolta il sibilare, l'ululare e il fragore del vento fra le vette.
La periferia di Kromberk (125 m), Loke (200 m), Pristava (100 m), Rozna dolina che rappresenta il paese (90 m) e la valle del corso superiore del torrente Vrtojbica, Solkan (95 m), Sempeter pri Gorici (75 m), nonché Vrtojba (62 m), si estendono sull'area collinosa e in pianura, inoltre li collega la linea di trasporto urbano. L'autobus urbano non arriva ad Ajsevica (120 m) ed a Stara gora (180 m).
Nel 1947 incominciarono a costruire Nova Gorica e cioè su strati di argilla nella parte centrale del bacino fluviale del torrente Koren. Dopo la VI° Conferenza di pace di Parigi, Gorica/Gorizia apparteneva all'Italia. La città delle rose è stata progettata dall'architetto Edo Ravnikar nella forma di un parco e dall'ideazione originaria si sono conservati circa 200 esemplari di piante arboree nazionali ed esotiche, nonché specie di cespugli. Fra le colture mediterranee vale la pena
menzionare la quercia sempreverde (Quercus ilex), la quercia da sughero (Q. suber) e il lauro (Laurus nobilis), fra quelle esotiche invece: il cedro dell'Himalaya (Cedrus deodara], il cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica e Cedrus atlantica glauca), il cedro del Libano (Cedrus libani), la sequoia (Sequoia semperviverens), l'aralia (Aralia seiboldi) ovvero la fatsia (Fatsia japonica), nonché l'unico esemplare di sterculia (Sterculia bowellii) in Slovenia.
Nonostante lo spazio limitato, la città va pian piano estendendosi, diffatti si costruiscono sia stabili residenziali che commerciali. Il capoluogo vanta importanti attività economiche, scolastiche, culturali, amministrative e sanitarie.
La scuole elementari, medie inferiori e medie superiori, nonché le altre istituzioni scolastiche conferiscono a Nova Gorica un' impronta di giovinezza, la ricca vita culturale le conferisce nobiltà. Alla tutela sanitaria provvedono la Casa della sanità con il laboratorio (+) e la Farmacia centrale (+), l'ospedale dr. Frane Derganc (H) a Sempeter pri Gorici, l'Ente di tutela sanitaria (+), nonché l'Entro agricolo-veterinario (+).
La sua posizione in prossimità del confine permette di istaurare e curare contatti quotidiani fra gli Sloveni, i Friulani e gli Italiani mediante uno scambio vivace di beni culturali e materiali. Ultimamente la città si sta affermando anche come luogo di divertimento internazionale con un'offerta di massimo livello.
Fra i beni del patrimonio naturale e culturale si annovera: il Rafutski park (rigogliosi alberi esotici e cespugli), Kostanjevica (conglomerato di flysch eocenico, il convento francescano) con la preziosa biblioteca e la tomba dei Borboni, monarchi francesi, la cappella e la chiesa di S. Maria, madre di Dio, il bosco Panovec (percorso istruttivo nel bosco), le numerose opere scultoree (di Boris e di Zdenko Kalin, di Negovan Nemec, di Janez Lenassi e di altri) all'aperto, il castello di Kromberk, museo di Nova Gorica, con il Globočnik (torrente con cascate, rapide, tonfani e profili di flysch), il colle Sabotin (colture di piante alpestri e mediterranee e rovine della prima guerra), il letto profondo del fiume Isonzo, Lijak e Skozno (la sorgente carsica e il ponte naturale sopra il sottomolo), la Skalnica ovvero Svela gora (la groppa Kuk-Skalnica, la basilica del pellegrinaggio di S. Maria con il convento francescano e la collezione del museo del Fronte d'Isonzo in cima, il monumento-mausoleo a ricordo dello sfondamento della linea del fronte del nemico a Vodice), nonché la stazione ferroviaria con locomotive a vapore-monumenti tecnici.